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L’inferno

Riflessioni sull'Inferno e il Rosario:
invito alla preghiera per la salvezza delle anime

Pensare all’inferno ci spaventa e così, quasi sempre, evitiamo di farlo. D’altronde non è cosa che ci riguardi. Giovani, di mezz’età o anziani che siamo, pensare alla morte appare sempre prematuro. Tuttavia, non si può dissociare la morte dal giudizio e meditare l’Inferno rimane il mezzo più efficace per ottenere quelle grazie utili se non indispensabili alla nostra salvezza. Prima o poi morirò e quando morirò dove andrò? Avrò meritato di godere eternamente della presenza di Dio? O sarò scaraventato all’ inferno dove vi saranno pianto e stridore di denti?  Ebbene invito tutti a tale riflessione.

l'inferno

La Madonna stessa a Fatima ha mostrato ai tre pastorelli l’inferno in tutto il suo orrore. “Pregate il Rosario ogni giorno per salvare molte anime che altrimenti saranno destinate all’inferno. Questo è l’invito, anzi la supplica che la vergine Maria ha rivolto a tutti noi per mezzo dei tre giovani.  “Santa Maria madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte amen.” Questa supplica ripetuta incessantemente mentre sgraniamo il Rosario non rimarrà indifferente alla nostra Cara Madre, alla nostra Avvocata, alla nostra dolce vergine Maria che nel momento della nostra dipartita da questo mondo la presenterà al suo amatissimo figlio per garantirci l’eterna beatitudine in cielo.

San Michele, l'angelo la cui intercessione procura una santa morte davanti a Dio

In punto di morte si dice che riceviamo l’aiuto degli angeli, in particolare di San Michele Arcangelo.

L’ora della morte è considerata il momento in cui il cristiano ha maggior bisogno di soccorso e protezione, poiché in quel momento l’inferno cerca di rapire l’anima e il demonio si sforza di portarla lontano da Dio. San Michele è considerato il Principe degli Angeli, colui che protegge i morenti e intercede affinché possano avere una santa morte davanti a Dio.

La tradizione di San Michele come angelo della morte e conduttore delle anime risale all’antichità e ha trovato riconoscimento nella liturgia della Chiesa. Molte preghiere e invocazioni si rivolgono a San Michele per chiedere protezione durante la lotta contro le forze demoniache e per ottenere una buona morte.

San Michele è considerato l’angelo del transitus, colui che riceve le anime dei giusti e le conduce davanti a Dio. Tra i suoi titoli nelle Litanie di San Michele, troviamo “Aiuto di coloro che sono in agonia”, “Luce e fiducia delle anime all’ora della morte” e “consolatore delle anime trattenute tra le fiamme del purgatorio”.

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La medaglia di San Benedetto è riconosciuta nella tradizione cattolica come un potente simbolo di protezione contro le insidie di Satana.

Sul fronte della medaglia, è raffigurato San Benedetto, e intorno a lui, sono incisi testi che invocano la sua intercessione. Sul retro, sono presenti diverse lettere e simboli che rappresentano una preghiera di protezione.

Indossare con devozione questa medaglia respinge il male, allontana le tentazioni e porta pace e benedizione nella vita di chi la porta

Clicca qui per sapere di più sulla medaglia di San Benedetto

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La croce del perdono

La croce del perdono

La Croce del perdono è un antico sacramentale cattolico approvato da papa San Pio X ed arricchito di numerose indulgenze.

Ma vediamo nei dettagli le caratteristiche fisiche di questo crocifisso:

sulla parte frontale, sopra al corpo di Cristo, troviamo l’ attestazione della sua regalità, quello che di solito troviamo abbreviato come INRI, qui è riportato per esteso – Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum

sulla parte posteriore, al centro, troviamo l’ immagine del sacro cuore di Gesù, circondata da due iscrizioni, la prima dice “ Father forgive them” ( Padre, perdona loro). Queste sono  le parole che Gesù esclamò durante l’ agonia sul Calvario ( Lc 23,34) chiedendo al Padre di perdonare i suoi stessi crocifissori. Non a caso questo crocifisso viene denominato Del Perdono.

La seconda iscrizione – “ Behold this heart which has so loved men” (Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini) –  riporta le parole esclamate  da Gesù contro l’ ingratitudine degli uomini dai quali, nonostante tutto, ha ricevuto solo disprezzo, ingratitudine e sacrilegi.  Questa frase venne esclamata da Gesù anche il 15 giugno 1675 in un’ apparizione a Santa Margherita Maria Alacoque.

Nella parte inferiore della croce è riportata una lettera M alla quale si sovrappone la lettera A. si tratta del monogramma mariano che ha un doppio significato: ‘ Auspice Maria’ cioè sotto la protezione di Maria, oppure ‘ Ave Maria’ le parole che esclamò l’ Arcangelo Gabriele alla Madonna quando le annunciò che sarebbe diventata la madre del Salvatore.

INDULGENZE LEGATE ALLA CROCE DEL PERDONO

  • Chiunque porti sulla propria persona il crocifisso del perdono, può ottenere un’ indulgenza.
  • Qualora si baci il crocifisso con devozione si ottiene l’ indulgenza
  • Chiunque reciti una di queste invocazioni davanti al crocifisso del perdono può ottenere un’ indulgenza ogni volta:
  • Padre nostro, che sei nei cieli, rimetti a noi i nostri debiti così come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
  • Supplico la Beata Vergine Maria di pregare il Signore Dio nostro per me.
  • Coloro che, abitualmente devoti a questo crocifisso, adempiano alle condizioni necessarie della Confessione e della Comunione eucaristica, possono ottenere un’ indulgenza Plenaria nelle seguenti feste : la festa delle cinque piaghe di Cristo, dell’ esaltazione della santa croce, del ritrovamento della santa croce, dell’ immacolata concezione e dei sette dolori della beata vergine Maria
  • Chiunque al momento della morte, fortificato dai sacramenti della Chiesa, o con cuore contrito, nella supposizione dell’ impossibilità di riceverli, bacerà questo crocifisso e chiederà perdono a Dio dei propri peccati, e perdonerà il suo prossimo, guadagnerà un’ indulgenza Plenaria.

Guarda tutte le corone con la croce del perdono

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Origine e potenza del Santo Rosario

Al domenicano Alano Della Rupe dobbiamo la regola per la recita del Santo Rosario che egli fissò in 150 Ave Maria ed in 15 Pater Noster, uno ogni 10 Ave Maria. Furono altresì da lui stabiliti i misteri gaudiosi, gloriosi e dolorosi.
Egli inoltre diffuse la Confraternita del S. Rosario che, secondo la tradizione, risalirebbe a San Domenico Guzman, fondatore dell’ordine domenicano e autore dell’originale Santo Rosario. 

Tra le altre promesse della Vergine ad Alano, vi fu quella della Sua specialissima protezione e grandi grazie a coloro che devotamente avessero recitato il Rosario.

Eclatante appare l’intercessione della Vergine il 7 ottobre 1571 che consentì la vittoria a Lepanto della flotta cristiana, invocante la SS. Vergine del Rosario, contro i Turchi, e quella ottenuta grazie alle preghiere del popolo austriaco che, ininterrottamente per giorni e notti, pregò il Santo Rosario per la liberazione dell’Austria occupata dall’armata sovietica, la quale tra maggio ed ottobre 1955, inspiegabilmente, si ritirò senza spargimento di sangue dalla terra austriaca tanto bramata da quel regime comunista, ateo ed anticristiano. 

In entrambi questi episodi il popolo cristiano e la Chiesa di Roma mai hanno dubitato dell’intervento potente della Madre di Dio, ottenuto grazie alla devota recita del Santo Rosario.

(Articolo scritto da Alberto Pilotti)