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San Pio da Pietrelcina

Francesco Forgione, Quarto genito di una famiglia di contadini, e contadinello lui stesso, nacque a Pietrelcina (Benevento) il 25 maggio 1887. Il giovane Francesco, affascinato da quei frati cercatori che chiedevano l’elemosina di Porta in porta per amore di Dio, volle anche egli diventare uno di loro e lo divenne dopo il noviziato, che trascorse con l’abito cappuccino, e lo studentato quando poté finalmente pronunciare i voti. Col nome di Padre Pio quel contadinello, poi fraticello, è ora conosciuto in tutto il mondo ed è il vanto della grande famiglia francescana. Francesco, che fin dall’infanzia pregava con tanto ardore, ora che è frate continua a pregare con lo stesso ardore, incessantemente, ed a soffrire per amore di Gesù crocifisso: le stimmate che iniziarono a manifestarsi nelle sue mani, sui piedi, sul capo e nel costato dal 1911, vi rimasero fino alla sua morte ( 23 settembre 1968) gli procuravano dolori atroci, che accettava con rassegnazione. anche Satana gli faceva frequenti visite per ingiuria e malmenarlo duramente fino a lasciarlo tramortito sul pavimento della sua cella. 

Ma ciò che lo faceva maggiormente soffrire non furono tanto quei dolori fisici di cui padre Pio era grato al signore, quanto le persecuzioni che i suoi stessi superiori francescani ed il Vaticano gli inflissero per lunghissimo tempo: iniziate nel 1922 dureranno fino al pontificato di Pio XII. Fu calunniato, umiliato, gli fu proibito di celebrare la messa in pubblico, di confessare, di fare apostolato tenendolo lontano dai fedeli. Padre Pio, il cui carisma, la fama di santità, fenomeni preternaturali quali la bilocazione, il profumo di gelsomino che emanava dalla sua persona, la facoltà di leggere i cuori di chi lo avvicinava, attraevano comunque a San Giovanni rotondo folle di fedeli bramosi di ricevere la sua benedizione e l’assunzione per i peccati commessi. sapeva bene però che la fede senza le opere è morta. E approfittando delle generose donazioni dei suoi fedeli, pose mano ad una grande opera quale fu la Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni rotondo, che poté inaugurare il 5 maggio 1956. Con 1200 posti letti e servizi ambulatoriali di ogni tipo è oggi la struttura ospedaliera più attrezzata del meridione.

Don Francesco Maria Putti e le Discepole del Cenacolo

Tra i suoi figli spirituali spicca fra i tanti Don Francesco Maria Putti, romano, ordinato sacerdote a 47 anni, che, nello svolgimento del suo ministero, ebbe l’opportunità di guidare spiritualmente alcune giovani laureate, diplomate, universitarie desiderose di donare la propria vita alla chiesa e al Signore. Chiese consigli a Padre Pio, che ben volentieri gliene diede assieme alla sua benedizione, ed informato l’arcivescovo di Salerno, al quale inviò il regolamento per la futura comunità di suore, che prenderà il nome di Discepole del Cenacolo, radunò le prime quattro suore che di anno in anno aumenteranno.

Le suore si dedicano soprattutto alla preghiera e dalla pubblicazione del quindicinale cattolico tradizionalista SISI-NONO , fortemente voluto da Don putti (deceduto nel 1984) per combattere le eresie del modernismo ed è da ormai cinquant’anni il vanto di quella comunità di Sante e battagliere suore. L’opera di San Pio da Pietrelcina continua, così, oltre che con la Casa del Sollievo della Sofferenza, con altre opere sorte dopo la sua morte anche con la realtà di SISI-NONO e con quel gruppo di suore devotissime di Padre Pio, canonizzato da Giovanni Paolo II il 26 giugno 2002, di cui seguono gli insegnamenti ricevuti direttamente o tramite il loro fondatore.

[Aurora, la titolare di questo blog, ricorda con nostalgia l’anno che ha avuto il privilegio di trascorrere con le Discepole del Cenacolo a Velletri (RM)].

(Articolo scritto da Alberto Pilotti)

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L’inferno

Riflessioni sull'Inferno e il Rosario:
invito alla preghiera per la salvezza delle anime

Pensare all’inferno ci spaventa e così, quasi sempre, evitiamo di farlo. D’altronde non è cosa che ci riguardi. Giovani, di mezz’età o anziani che siamo, pensare alla morte appare sempre prematuro. Tuttavia, non si può dissociare la morte dal giudizio e meditare l’Inferno rimane il mezzo più efficace per ottenere quelle grazie utili se non indispensabili alla nostra salvezza. Prima o poi morirò e quando morirò dove andrò? Avrò meritato di godere eternamente della presenza di Dio? O sarò scaraventato all’ inferno dove vi saranno pianto e stridore di denti?  Ebbene invito tutti a tale riflessione.

l'inferno

La Madonna stessa a Fatima ha mostrato ai tre pastorelli l’inferno in tutto il suo orrore. “Pregate il Rosario ogni giorno per salvare molte anime che altrimenti saranno destinate all’inferno. Questo è l’invito, anzi la supplica che la vergine Maria ha rivolto a tutti noi per mezzo dei tre giovani.  “Santa Maria madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte amen.” Questa supplica ripetuta incessantemente mentre sgraniamo il Rosario non rimarrà indifferente alla nostra Cara Madre, alla nostra Avvocata, alla nostra dolce vergine Maria che nel momento della nostra dipartita da questo mondo la presenterà al suo amatissimo figlio per garantirci l’eterna beatitudine in cielo.

San Michele, l'angelo la cui intercessione procura una santa morte davanti a Dio

In punto di morte si dice che riceviamo l’aiuto degli angeli, in particolare di San Michele Arcangelo.

L’ora della morte è considerata il momento in cui il cristiano ha maggior bisogno di soccorso e protezione, poiché in quel momento l’inferno cerca di rapire l’anima e il demonio si sforza di portarla lontano da Dio. San Michele è considerato il Principe degli Angeli, colui che protegge i morenti e intercede affinché possano avere una santa morte davanti a Dio.

La tradizione di San Michele come angelo della morte e conduttore delle anime risale all’antichità e ha trovato riconoscimento nella liturgia della Chiesa. Molte preghiere e invocazioni si rivolgono a San Michele per chiedere protezione durante la lotta contro le forze demoniache e per ottenere una buona morte.

San Michele è considerato l’angelo del transitus, colui che riceve le anime dei giusti e le conduce davanti a Dio. Tra i suoi titoli nelle Litanie di San Michele, troviamo “Aiuto di coloro che sono in agonia”, “Luce e fiducia delle anime all’ora della morte” e “consolatore delle anime trattenute tra le fiamme del purgatorio”.

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La medaglia di San Benedetto è riconosciuta nella tradizione cattolica come un potente simbolo di protezione contro le insidie di Satana.

Sul fronte della medaglia, è raffigurato San Benedetto, e intorno a lui, sono incisi testi che invocano la sua intercessione. Sul retro, sono presenti diverse lettere e simboli che rappresentano una preghiera di protezione.

Indossare con devozione questa medaglia respinge il male, allontana le tentazioni e porta pace e benedizione nella vita di chi la porta

Clicca qui per sapere di più sulla medaglia di San Benedetto

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La croce del perdono

La croce del perdono

La Croce del perdono è un antico sacramentale cattolico approvato da papa San Pio X ed arricchito di numerose indulgenze.

Ma vediamo nei dettagli le caratteristiche fisiche di questo crocifisso:

sulla parte frontale, sopra al corpo di Cristo, troviamo l’ attestazione della sua regalità, quello che di solito troviamo abbreviato come INRI, qui è riportato per esteso – Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum

sulla parte posteriore, al centro, troviamo l’ immagine del sacro cuore di Gesù, circondata da due iscrizioni, la prima dice “ Father forgive them” ( Padre, perdona loro). Queste sono  le parole che Gesù esclamò durante l’ agonia sul Calvario ( Lc 23,34) chiedendo al Padre di perdonare i suoi stessi crocifissori. Non a caso questo crocifisso viene denominato Del Perdono.

La seconda iscrizione – “ Behold this heart which has so loved men” (Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini) –  riporta le parole esclamate  da Gesù contro l’ ingratitudine degli uomini dai quali, nonostante tutto, ha ricevuto solo disprezzo, ingratitudine e sacrilegi.  Questa frase venne esclamata da Gesù anche il 15 giugno 1675 in un’ apparizione a Santa Margherita Maria Alacoque.

Nella parte inferiore della croce è riportata una lettera M alla quale si sovrappone la lettera A. si tratta del monogramma mariano che ha un doppio significato: ‘ Auspice Maria’ cioè sotto la protezione di Maria, oppure ‘ Ave Maria’ le parole che esclamò l’ Arcangelo Gabriele alla Madonna quando le annunciò che sarebbe diventata la madre del Salvatore.

INDULGENZE LEGATE ALLA CROCE DEL PERDONO

  • Chiunque porti sulla propria persona il crocifisso del perdono, può ottenere un’ indulgenza.
  • Qualora si baci il crocifisso con devozione si ottiene l’ indulgenza
  • Chiunque reciti una di queste invocazioni davanti al crocifisso del perdono può ottenere un’ indulgenza ogni volta:
  • Padre nostro, che sei nei cieli, rimetti a noi i nostri debiti così come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
  • Supplico la Beata Vergine Maria di pregare il Signore Dio nostro per me.
  • Coloro che, abitualmente devoti a questo crocifisso, adempiano alle condizioni necessarie della Confessione e della Comunione eucaristica, possono ottenere un’ indulgenza Plenaria nelle seguenti feste : la festa delle cinque piaghe di Cristo, dell’ esaltazione della santa croce, del ritrovamento della santa croce, dell’ immacolata concezione e dei sette dolori della beata vergine Maria
  • Chiunque al momento della morte, fortificato dai sacramenti della Chiesa, o con cuore contrito, nella supposizione dell’ impossibilità di riceverli, bacerà questo crocifisso e chiederà perdono a Dio dei propri peccati, e perdonerà il suo prossimo, guadagnerà un’ indulgenza Plenaria.

Guarda tutte le corone con la croce del perdono

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Classificazione delle reliquie

Le reliquie dei santi: significato, storia e le diverse classi

La parola reliquia deriva dal latino reliquiae, “ciò che resta”.
Nella tradizione cristiana, le reliquie sono oggetti preziosi perché legati alla vita dei santi, alla loro fede e alle loro opere d’amore verso Dio e verso il prossimo. Attraverso di esse i fedeli chiedono l’intercessione del santo e sperimentano un segno concreto della sua vicinanza.

La Chiesa, fin dai primi secoli, custodisce e venera le reliquie con profondo rispetto, senza considerarle “magiche”, ma come memoria viva della santità.


La classificazione delle reliquie nella Chiesa cattolica

Oggi le reliquie riconosciute dalla Chiesa sono suddivise in più classi, in base al loro rapporto con il santo.

✅ Reliquie di I classe

  • Il corpo del santo o parti di esso (ossa, capelli, sangue…)

  • Oggetti legati direttamente a Cristo (es. frammenti della Croce)

✅ Reliquie di II classe

  • Oggetti personali del santo: vesti, rosari, strumenti che ha utilizzato nella sua vita spirituale

✅ Reliquie di III classe

  • Oggetti che hanno toccato una reliquia di I classe, come tessuti appoggiati sul corpo del santo o sulle sue reliquie


⭐ Reliquie di IV classe

Piccoli segni di fede accessibili a tutti

Si tratta di oggetti che hanno toccato reliquie di II classe.
Solitamente sono piccoli frammenti di stoffa che sono stati posti a contatto con l’abito o con altri oggetti appartenuti al santo.

Per questo portano spesso la dicitura “ex indumentis”:
che significa “dal contatto con gli abiti”.

Sono le reliquie più diffuse nella devozione popolare, perché permettono a tanti fedeli di mantenere un legame spirituale quotidiano con il santo.


Le reliquie di IV classe nelle nostre medaglie

Nelle nostre medaglie di Santa Rita, Padre Pio e altri santi trovi sul retro una piccola reliquia ex indumentis:
un frammento che è stato posto a contatto con gli indumenti o oggetti del santo.

✨ Sono segni di devozione che puoi:

  • portare con te nella vita di ogni giorno

  • donare a chi ha bisogno di conforto spirituale

  • conservare come protezione e sostegno nella preghiera

Anche se si tratta di reliquie, è bene farle benedire da un sacerdote.


Perché veneriamo le reliquie?

Secondo la Chiesa, venerare i santi significa rendere gloria a Dio, che opera meraviglie nella vita di chi lo segue con amore.

Le reliquie ci aiutano a:

  • ricordare che la santità è concreta e possibile

  • sentirci accompagnati da chi ci precede nella fede

  • affidarci all’intercessione dei santi nella preghiera

Non adoriamo gli oggetti, ma onoriamo ciò che ci parla del Cielo.


Conclusione

Le reliquie, piccole o grandi che siano, sono un ponte fra la nostra vita e quella dei santi.
Le reliquie di IV classe ci offrono la possibilità di portare sempre con noi un segno di questa comunione spirituale.

Alcune delle nostre medaglie con reliquie